DA ZURIGO. Studenti affittuari del tedesco

I termini di consegna si affastellano, mentre il documento, vuoto, viene spostato nella cartella “tesina quasi definitiva”. Seminararbeit metalinguistico, “meta” come ponte che attraversa la lingua. Ogni lingua definisce la sua materia, attraverso forme diverse, significanti. Se è possibile entrare in un significante per attraversarlo ed elaborare un concetto, allora perché non ripercorrere la lingua per ritrovare il pensiero avvolto in un altro contenitore? Dire qualcosa con una lingua, che non è la propria, non è come dire la stessa cosa in un’altra. La correlazione che si instaura tra il pensiero e le parole deve partire dalla lingua stessa, non essere un mero attraversamento tra un binario e l’altro. Ad esempio per impiegare il duale quando si parla una lingua come il greco, bisogna prima aver appreso il concetto, sconosciuto all’italiano, di una forma verbale che racchiude in sé “due” cose, insiemi, quantità o persone. O ancora l’inglese che marca il plurale con la “s”: una concezione particolare per il cinese, che al contrario non lo marca. Andando oltre quelle che sono questioni di cognizione, vi sono parole che contengono una maggiore quantità di significato nella stessa forma. Prendendo il caso di “Blatt” in tedesco, questo è traducibile in italiano come “foglia” o “foglio”.

Riprendiamo il documento appena aperto e cambiamo il titolo: diventiamo affittuari della lingua per alcuni istanti.

Caroline Bianchi

Pubblicato sull’Universo, giornale studentesco universitario indipendente, aprile 2018.

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