Vicina al confine con la nazione del Kaffee und Kuchen, pare abbiano preso piede a Zurigo diverse abitudini, adesso pienamente radicatesi nell’immaginario culturale e quotidiano della grande città. Prendiamo la sostenibilità: ogni ticinese conosce bene il cosiddetto ecocentro, nel quale è possibile, cinque giorni a settimana, fare piazza pulita in quattro e quattr’otto di ingombranti e speciali compresi. A questo si aggiungono diversi punti di raccolta differenziata di vestiti, pet, carta, cartone, e così di seguito, collocati pressoché ovunque.
Lo zurighese medio deve invece sperare di avere abbastanza spazio in casa, cantina e soffitta, per tenervi i suoi rifiuti differenziati, fermi, stagnanti. Infatti una volta ogni tre settimane circa, i marciapiedi delle strade si costellano di pacchetti di carta, o rispettivamente cartone: ma attenzione, mai i due insieme. Il compost, anche questo di ispirazione prevalentemente germanica, prevede dei bidoni verdi fuori da ogni palazzina. L’accortezza nei confronti del non-spreco e della riutilizzabilità tocca anche altri aspetti, meno immediati ma altrettanto validi: come le linee di tram e filobus che sfruttano l’energia rinnovabile per funzionare, ed efficacemente; o ancora, la “LimeBike”, per la quale, tramite un’applicazione, è possibile rintracciare la bici o il monopattino elettrico più vicini e prenderli in prestito. Last, but not least, l’iniziativa 2000 Watt, concepita dal Politecnico Federale di Zurigo, prevede in un futuro prossimo un consumo energetico per abitante di 2000 Watt, di cui 1500 di energie rinnovabili.
Caroline Bianchi
Pubblicato sull’Universo, giornale studentesco universitario indipendente, novembre 2018.